sabato 15 marzo 2025
Ettore Fobo e il Laboratorio
Mitorealista
avamposto mitorealista di lotta poetica
Ettore Fobo e il Laboratorio
Mitorealista
Pubblicato da Ettore Fobo alle 10:36 2 commenti
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“Chi ride è padrone del
mondo.”
Giacomo Leopardi
“Il sentimento della
gioia è il sentimento più propriamente etico.”
Gilles Deleuze
Sto vagando fra gli aforismi di
Cioran contenuti ne “Il crepuscolo dei pensieri”. Si tratta di affrontare una
delle scritture più avvolgenti, stratificate, proteiformi e infine pienamente
chiaroveggenti del Novecento. Sentenze che affiorano da un magma infuocato
sembrano prendere per mano il nostro smarrimento di bipedi automatizzati e
condurlo alla vertigine. Mi colpiscono soprattutto le riflessioni sulla
tristezza “La soglia del suicidio? Un brivido che segue una risata travolgente”,
“Persino la tristezza è un’arte”, “L’infelicità è lo stato poetico per
eccellenza”, “Che cosa significa essere poeta? Non essere distante dai propri
dolori, coincidere con la propria infelicità”.
Apparentemente nessuno può negare
la verità di queste asserzioni che fanno il paio con quelle di Balzac, “La
poesia è dolore”, e di Ceronetti “Il poeta è colui che porta in sé la pena di
tutti” e con decine (centinaia?) di altre simili.
Ecco è questo il punto. Il poeta
è certo il crogiuolo di sofferenze universali, universali dico e non
particolari, biografiche o esistenziali. È vicino al fuoco dell’essere da cui esse
scaturiscono come ombre su uno specchio. Ma per portare il peso della pena di
tutti occorre una forza enorme che il vero poeta incarna: la gioia. Per portare
il peso della pena di tutti bisogna essere gioiosi come infanti. Può apparire contraddittorio ma non lo è
affatto. Come è possibile infatti tollerare questo universo dolore d’esistere,
se al fondo non si è profondamente immuni da questo stesso dolore? Una gioia
inscalfibile che sorregge tutto il dolore del mondo, come Atlante regge il
globo terrestre e si coagula in forma e come forma splende su tutte le miserie
e le contingenze. Allora anche il dolore è solo una pantomima, come già
denunciava Pessoa: “Il poeta è un fingitore: finge che è dolore, il dolore che
davvero prova. “
La scrittura di Cioran è un
congegno che funziona ad alta intensità e a frequenze di profondità inevitabili
come un destino. La sua bacchetta di rabdomante trova soprattutto le acque
stagnanti ma ancora più a fondo un’acqua cristallina la memoria disseta. Parlando
di poesia- perlomeno in queste asserzioni perché altrove la sua sonda scova
esattamente i movimenti impercettibili del magmatico humus della poesia-
Cioran rimane un filosofo, lo scintillio del suo stile profondo non riesce ad
abbracciare l’intero periplo dello sguardo poetico, gli sfuggono le bizzarrie
della sua lingua biforcuta, ancipite e ambigua, sfuggono al suo impalcabile
radar e Cioran pare fissarsi, come tutti, sulle apparenze. Sbatte il suo genio
contro un muro del pianto, il cui cemento, però, è solo illusorio; posto che
questa illusione è composta dai detriti di tutte le verità frantumate. E dunque
ancora una volta Nietzsche: chi sa filosofare con il martello scopre al fondo
di questa universa vanità di esistere lo zampillo di una sorgente eterna. Per cui,
in un aforisma che non deve passare inosservato, Cioran scrive che Nietzsche
stesso non è nient’altro, come Pascal, che Nietzsche tra l’altro per certi
versi aborriva, un “reporter dell’eternità”. Alla bruttissima faccia di chi
continua a credere che Nietzsche sia un filosofo del nulla, un nichilista, cioè
l’ennesima piattola incrostata sullo scroto di Cronos, il Tempo.
Ettore Fobo
Pubblicato da Ettore Fobo alle 08:22 2 commenti
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Pubblicato da Ettore Fobo alle 19:09 0 commenti
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Antimateria da energia primitiva
di milioni Kelvin, idrogeno primordiale
e isotopi, deuteri e massa positiva
emanante forze e gravità stellare.
Supernova espelle misero corpo
in galassia cosmo nulla pressione.
Quanto, spin, quark quasi libero,
ora elio, ora metano, ancora neutrone,
ora cadmio, tecnezio, ora oro,
ora afnio, tungsteno, ora boro,
ora olmio, molibdeno, ora cloro,
ora cripto, disprosio, ora fluoro.
Zybor’
Deserti e rocche metalliche,
radioattività e creature adattate,
assenze...
Mutilati dilaniati disgregati
colpiti distrutti disintegrati
‒ resti d’ uomo e tecnologia ‒
consumati smussati bruciati
alterati smarriti perversi
‒ resti d’uomo e chimica.
Sopravvivenza di lotte
e droga di potere.
Mutanti abusivi
e androidi latitanti
in suburbe sconosciute,
e combinazioni d’esseri
mostruosi e autolesionisti.
Potete trovare l'antologia collettiva mitorealista "Fiori del Caos" in versione
cartacea ed ebook al sito della Kipple Officina Libraria. In versione ebook anche su Ibs e Amazon e
altre librerie online.
Ettore Fobo
Pubblicato da Ettore Fobo alle 18:41 0 commenti
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“Se intorno al cadavere di Eliogabalo, morto senza tomba, e
sgozzato dalla sua polizia nelle latrine del proprio palazzo, vi è un’intensa
circolazione di sangue e di escrementi, intorno alla sua culla vi è un’intensa
circolazione di sperma.”
Si tratta di Antonin Artaud. Inginocchiamoci: siamo stati
benedetti.
***
Incipit de “Eliogabalo
o l’anarchico incoronato”- Antonin Artaud – traduzione di Albino Galvano- Adelphi-1991
Pubblicato da Ettore Fobo alle 17:25 0 commenti
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“L’arte è una cosa privata e
l’artista la fa per sé stesso; un’opera comprensibile è un prodotto da
giornalisti.”
Tristan Tzara
Rispondere a cosa sia il Mitorealismo
del Sottosuolo, attraverso la presentazione del libro che ne sancisce una delle
tante nascite, “Fiori del Caos”, è domanda impossibile, per varie ragioni.
Dodici gli autori dell’antologia, vale a dire dodici mondi a radunarsi nuvola
prismatica per piovere fuoco sulle macerie di questo occidente ormai trapassato
nello spettacolo della propria agonia.
Tuttavia alcune cose si possono
dire sul nome del Movimento.
Mito perché da per sempre è
compito dei poeti, molto prima che Omero cominciasse a balbettare l’oceano dei
suoi canti, è creare i miti che affreschino la caverna ormai più plutonica che platonica
– ma le due cose si compenetrano- in cui siamo tutti imprigionati.
Realismo perché riconosciamo
questa parola, attraverso Nietzsche e la sua distinzione fra mondo vero, quello
mendace della coscienza, di Dio, delle Idee, della metafisica e mondo reale, inconscio,
senza dei, non concettuale, che spesso si esprime in onirismi, trascendente ogni sapere e ogni coscienza,
mondo reale degradato ad apparenza da un sofisticato capovolgimento prospettico.
Mondo reale dunque, in tutte le
sue metamorfosi. No, non è l’”arido vero che inchiodò Leopardi alla sua croce, ciò
che il Mitorealismo vede compiersi in questo deserto di simulacri che è la vita
contemporanea ma ciò che dalle segrete caverne dello spirito emerge, prima di
ogni codice, segno, parola; forza prelogica che forgia ogni logica, che è
sempre parassitaria sul suo “corpo senz’organi”, come sua caricatura la forgia
e infine ne ride, perché “Chi ride è padrone del mondo”. Trascendenza pura del
riso folle di Zarathustra. Memoria biocosmica.
Sottosuolo perché tutte le forze
reali sono state costrette al confino e alla catacomba. E poi comunque qui il
“Vivi nascosto” di Epicuro è vibrazione scolpita fra le stelle.
Il nostro è un Movimento
clandestino di erranze senza alcuna pia devozione in Dio, che degrada lo stesso
dio a macchietta nel teatrino di questa metafisica da bar sport, che imperversa
nei cervelli di questa gente nata imparata.
Nessuna, bigotta e ottusa, devozione nemmeno
nel Nulla, sosia di questo Dio, Nulla dolorosamente incervellato dalle
fumisterie ostili alla vita dell’intellettuale medio, Ecclesiaste “inteso alla
moneta” corrente e a ciò che si comunica e viene consumato, devoto al “Si dice”
heideggeriano che aureola di imbecillità tante fronti studiose.
Noi pratichiamo la “letteratura
assoluta” come nelle precise formulazioni di Gottfried Benn; una letteratura svincolata
dal sociale, dall’attuale, dallo storico, dal biografico, che non sia dunque
espressione di una data cultura o società ma che sia l’eruzione di qualcosa di
universale che ci riguarda tutti come il più intimo dei nostri segreti.
***
Qui il link alla lettura di
alcuni brani dell’antologia tenuta da me alla Biblioteca pubblica di San
Giuliano Milanese. Purtroppo per un problema tecnico non è stato possibile
registrare tutta la lettura. Dei dodici autori antologizzati, di cui ho letto brevi
brani durante l’evento, ne mancano 7 (Paolo Spaziani, Maria Cardamone, Alex
Tonelli, Carlo Gregorio Bellinvia, Massimo Fantuzzi, Lukha B. Kremo, Silvio
Straneo). Mi scuso con loro.
Letti da me, potete ascoltare
versi, brani di racconti, aforismi di: Ksenja Laginja, Mattia Canovaro, Sandro
Battisti, Matteo Gennari (che congiuntamente presentava la sua raccolta di
racconti “Non ti illudere, Andressa”). Nel finale leggo due poesie scritte da
me, che si trovano, oltre che nell’antologia, nel mio blog e su Bibbia d’Asfalto
a questi link: “Adolescenza” e “I Maestri dell’Oblio”.
“Fiori del Caos” è edito da
Kipple Officina Libraria ed è la prima manifestazione del Movimento
Mitorealismo del Sottosuolo. È possibile acquistare la versione cartacea a 10
euro e la versione ebook a meno di un euro.
A questo link. Grazie
dell’ascolto
Ettore Fobo e il Laboratorio
Mitorealista
Pubblicato da Ettore Fobo alle 08:22 2 commenti
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***
da “Il crepuscolo dei
pensieri”- E.M Cioran-traduzione Cristina Fantechi- Adelphi, 2024
Pubblicato da Ettore Fobo alle 04:01 0 commenti
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Pubblicato da Ettore Fobo alle 09:12 0 commenti
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Da “Caos”- Pier Paolo Pasolini- raccolta degli articoli che
Pasolini tenne sul quotidiano “Il Tempo.
La condanna di Aldo Braibanti, poeta e partigiano, con l’assurdo pretesto del
reato di “plagio”, “misteriosamente” ancora in vigore dai tempi del fascismo, dopo una ripugnante gogna mediatica, avvenne il 15 luglio
del 1968.
Per non dilungarmi rimando al mio articolo che si trova in questo blog all’etichetta Aldo Braibanti e su Bibbia d’Asfalto.
Pubblicato da Ettore Fobo alle 16:03 0 commenti
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Ettore Fobo
Pubblicato da Ettore Fobo alle 16:55 0 commenti
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Pubblicato da Ettore Fobo alle 11:49 0 commenti
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Ettore Fobo
Pubblicato da Ettore Fobo alle 08:25 0 commenti
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Come mitorealisti siamo stanchi del
Tempo, della grande truffa mitica e metafisica del Tempo. Aborriamo ogni inizio
e la sua logica fine. Siamo però proprio al principio di tutte le sovversioni
non sospette e custodiamo svagati l’eco di tutte le vostre favole. Perciò state
molto all’occhio. Vi sorvegliamo. Come
serpi prossime a sferrare il loro velenoso morso e sempre inavvertiti come
tutte le catastrofi che si rispettino, siamo ormai pronti a dilagare veleno nel
mondo degli “automi spermatici” e degli “uomini impagliati”: coro di vasta
perdizione. Ebbene sì, abbiamo impiccato tutti i miserabili Godot di questo
inferno di marca alla possente ruota cosmica del canto e del grido. Se ci temete, sappiate che è giusto così. Chi
sa ascoltare ha infinite orecchie e tremendo è lo sguardo di chi ha molto visto.
In ogni caso, amici o nemici che siate, che il 2025 vi sia lieve.
Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista
Pubblicato da Ettore Fobo alle 09:00 2 commenti
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Aleksandr Blok
Il Mitorealismo del Sottosuolo
esce in piccola parte fuori dalla sua originaria e indistruttibile
clandestinità. Ciò avviene nel nascondiglio metafisico del blog Humachina:
Mitorealisti e Humachinisti sono allineati sulla stessa fune tesa e arsa sul
precipizio; perciò si cammina in bilico e sul fuoco. Salutiamo nel collettivo
Humachina una forza di dissipazione stirneriana dei Significati ordinari e
gregari. Bisogna allevare una visione del mondo e non continuare ad alimentare
con le nostre idee e le nostre credenze la visione che il mondo ha di noi.
Siamo ancora all’ABC di questo crepuscolo. Leviamo l’ancora e salpiamo cantando
al nostro orecchio, sicuri di saltare in aria della nostra stessa mina.
Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista
Pubblicato da Ettore Fobo alle 09:34 0 commenti
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Ettore Fobo
Pubblicato da Ettore Fobo alle 11:00 2 commenti
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Ettore Fobo
“La raccolta attraversa 18 anni
di fervore poetico (1992-2009), dove sibilano aliti di morte senza gloria,
immagine livide e funeree, la fuga dall'assalto di insensati perché ripetuti
naufragi esistenziali. Notti lunari avvolgono il male che strozza il respiro,
recide le attese, fagocita il cambiamento. Con stelle inutilmente accese sul
vuoto, una luce opaca effonde stregonerie, il tormento divampa e blasfemo
dissacra la presenza di qualunque Dio. Nelle scenografie spettrali, tutto resta
ignoto, nel movimento di una natura ostile, dove anche l'apparizione femminile,
goccia illusoria d'amore, richiamo d'eros, resta punto di rottura
insufficiente. Vuoto e nulla dominano questa raccolta.
«La voragine degli anni / che
si disfano in bisbigli/ .../io sento divenuta la ferita/della caducità, ma il
seducente/ nulla della vita si rivela, / nel verso di un poeta/ ammaliante
chiarore di candela.»”
Giuria del Premio Internazionale Città
di Sarzana
Pubblicato da Ettore Fobo alle 11:03 0 commenti
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Ettore Fobo
Pubblicato da Ettore Fobo alle 09:31 4 commenti
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poesia di Clarice
Lispector tradotta da Emilio Capaccio
Pubblicato da Ettore Fobo alle 18:40 3 commenti
Etichette: Clarice Lispector, poesie
Ci siamo. Giovedì 28 novembre,
alle ore 20.15 presso il Centro Sociale Autogestito Eterotopia (San Giuliano
Milanese- via Risorgimento 21) terrò lo
spettacolo” Le poesie hanno i lupi dentro”, reading poetico mitorealista
dai contenuti esplosivi, espressione di un’artaudiana e inedita scrittura della
crudeltà. Non si fanno sconti al sociale e alla parrocchia del politicamente
corretto. Grazie dell’ascolto.
Ettore Fobo
Pubblicato da Ettore Fobo alle 16:07 3 commenti
Etichette: Le poesie hanno i lupi dentro, Mitorealismo del Sottosuolo, poesie di Ettore Fobo, reading
Quello che state per leggere è il Secondo Manifesto del Mitorealismo del Sottosuolo e prima manifestazione del Movimento onlin...