Paolo Spaziani in scena a Milano

mercoledì 24 gennaio 2024



Nuova data milanese per lo spettacolo di Paolo Spaziani, con regia di Letizia Corsini, “La morte ride”, monologo tratto da “L’arcangelico” di Georges Bataille. Lo spettacolo è sempre diverso, non esiste una scaletta fissa, tutto è affidato al momento, è il gioco dell’immediato che scompagina il testo e inventa i suoi ritmi. In questo articolo su Bibbia d'Asfalto  parlo diffusamente del teatro di Paolo Spaziani, unicum nel panorama teatrale italiano. Lo spettacolo si terrà a Milano, venerdì 2 febbraio, al teatro Argomm, in via Graziano Imperatore 40,  alle 21.

Una poesia di Salvatore Quasimodo

venerdì 12 gennaio 2024

 


 



Per capire da dove parte la mia fascinazione per quella che Flavio Ermini chiama “l’esperienza poetica del pensiero” mi sono aggirato fra i ricordi infantili, dove ho recuperato questi versi di Salvatore Quasimodo, la lirica intitolata “Milano 1943”, fra le primissime poesie che mi impressionarono da bambino. Nato a Milano, vivendo nel suo hinterland, sentivo in questi versi riecheggiare la storia recente del mio paese e del mondo e assurgere infine alla sua verità metafisica profonda. Con emozione ve li propongo.



Milano 1943



Invano cerchi tra la polvere,
povera mano, la città è morta.
È morta: s'è udito l'ultimo rombo
sul cuore del Naviglio: E l'usignolo
è caduto dall'antenna, alta sul convento,
dove cantava prima del tramonto.
Non scavate pozzi nei cortili:
i vivi non hanno più sete.
Non toccate i morti, così rossi, così gonfi:
lasciateli nella terra delle loro case:
la città è morta, è morta.
***  
da " Giorno dopo giorno"- Salvatore Quasimodo-  (1947)

I libri dell’anno (2023)

sabato 6 gennaio 2024

 



 

I

 

Fra i libri letti da me in quest’anno appena trascorso, alcuni spiccano per potenza filosofica, efficacia espressiva, intensità lirica di rivelazioni.

Fra i saggi, è un’esperienza immersiva totale nel pensiero puro, non disgiunto da un originario, dolcissimo e implacabile, lirismo, la lettura delle “Operette Morali” di Giacomo Leopardi, capace di toccare e far risuonare molte corde dell’esperienza vitale. Dal libero lirismo di Elogio degli uccelli, alla comicità allegorica del Dialogo di Copernico e molto altro.

Lucido atto poetico che diventa politico è il saggio di Angelo Tonelli, “I Greci in noi”, che recupera la relazione con il pensiero orfico dell’Unità originaria, in un saggio denso e leggero al tempo stesso, di una leggerezza profondamente pensata. È un excursus illuminante all’interno di una visione iniziatica dell’esistenza, visione che dobbiamo recuperare e preservare dall’assalto della pseudo filosofia transumanista. Attraverso l’intuizione noetica, come esseri viventi siamo chiamati a rinnovare l’adesione ai primordi del pensiero filosofico umano, come già aveva visto Giorgio Colli, pena l’esclusione da una dimensione realmente vitale.

Fra le opere di narrativa, tre romanzi in particolare mi hanno colpito, svegliato, destato.

“Guerra” di Céline dove il metodo demistificante dello humor nero diventa uno stile affilato come una maledizione, “Gli angeli dello sterminio” di Testori che in una Milano apocalittica vede dissolversi l’intero mondo e la sua personale esistenza e “Neve a primavera” di Yukio Mishima, primo romanzo della sua tetralogia “Il mare della fertilità”, in cui in uno stile di scrittura dalle impalpabili sottigliezze piscologiche, che allarga ogni orizzonte espressivo, esperendo le sue sfumature sommerse, Mishima canta insieme lo splendore raggelato e il declino raggiante di un mondo, quello dell’aristocrazia giapponese d’inizio novecento.

Un’ultima nota sul saggio di Angelo Giglia: “Perché dobbiamo abolire la scuola? “. Un pamphlet scritto con il fuoco, stilisticamente ineccepibile, sobrio e necessario, come non se ne vedevano dai tempi di Papini. In un secondo momento scriverò dei libri di poesia letti.

Ettore Fobo

Il libero arbitrio secondo Michel Onfray

martedì 2 gennaio 2024


“La libertà non esiste, il libero arbitrio è una finzione, un’illusione. Ognuno dispone di un cervello informato da una moltitudine di cause esteriori. La natura della volizione è il motivo che diventa la causa eccitatrice. Ma neanche le volizioni sono libere: in questa dinamica dei motivi, si tratta di un gioco di forze cieche. Tra i motivi possibili: il passato, la storia, l’educazione, l’ammirazione, l’abitudine. Tutti questi motivi entrano in collisione, e l’esito si gioca nel trionfo inspiegabile del più potente tra di essi. La volontà conosce solo il trionfo delle forze. Si può fare quel che si vuole, ma non si può volere altrimenti. Nessuno sceglie, noi siamo scelti.”



da “Schopenhauer, Thoreau, Stirner: Le radicalità esistenziali” - Michel Onfray- Ponte alle Grazie