Chiunque nasce straniero a se stesso

martedì 25 giugno 2019



“L’io costruito con miriadi di pensieri/ dal football all’io sono ciò che sono.” (Allen Ginsberg)
“All'ombra dei fiori nessuno è straniero.  (Kobayashi Issa)
“Io è un altro. ”(Arthur Rimbaud)

Essere un  melting pot,  una fusione di lingue e culture diverse, di sensibilità differenti,  è una straordinaria risorsa, una vera fortuna, che i corifei di questi tempi di buio razzismo sembrano ignorare.  L’incontro con lo straniero,  con colui che veicola saperi  e visioni diverse,  è un arricchimento incredibile,  io rivendico la bellezza di quest’incontro.

 Lo straniero è l’altro da noi che pure alberga in noi, è l’ignoto. Colui che sta dalla parte dell’ignoto finisce per conoscersi più profondamente di colui che fugge nelle consuetudini e del conformismo peggio che bovino del paese natio.

Diventare cosmopoliti, deterritorializzati,  è una delle sfide  di questo secolo in cui l’io, questa sintesi delle credenze massificate, questa funzione omologante e gregaria,  si sgretolerà con l’urto di una consapevolezza diversa. Sto sognando? E sia.

Io sto dalla parte dell’ignoto, in ciò che viene dal vento, sono dalla parte delle nuvole che non hanno patria e semplicemente scorrono, scorrono  ovunque.

Giacomo Leopardi

sabato 25 maggio 2019






Giacomo Leopardi è stato un esperimento in laboratorio del padre Monaldo, come allevare in serra una rosa pregiatissima o distillare un profumo incantevole per creature del tutto angeliche. Ma l’insopprimibile fondo insurrezionale dell’animo umano ha prodotto un pensatore scomodo, duro, solitario. Una chiaroveggenza dolcissima e aspra.  Tutt’altro che una rosa inoffensiva ma un vero roseto in fiamme, pulsante di tutte le contraddizioni dell’universo dei mortali.

Una poesia di Paul Celan

sabato 18 maggio 2019




Spiaggia bretone

Riunito è tutto ciò che vedemmo,
a prender congedo da te e da me:
il mare, che scagliò notti alla nostra spiaggia,
la sabbia, che con noi l’attraversò di volo,
l’erica rugginosa lassù,
tra cui ci accadde il mondo.

***
da “ Di soglia in soglia” – Paul Celan – traduzione  e cura di Giuseppe Bevilacqua –  Einaudi

Verità relative

sabato 11 maggio 2019



 I preti odiano il relativismo culturale. Bella scoperta! Odiano ciò che  li condanna all’oblio. In  un sistema pluralistico la loro presunzione di una Verità universale, assoluta ed egemone va in mille, sacrosanti, pezzi. Le divinità si moltiplicano. Un dio vale l’altro. Si finisce per adorare l’asino,  come in Così parlò Zarathustra. Una civiltà perde il suo assetto, va in crisi, conosce la mestizia del suo epilogo, disconosce le sue fondamenta, evoca e invoca i nemici che la piegheranno definitivamente.

La conversazione

sabato 4 maggio 2019



La  conversazione è diversa dalla chiacchiera. Può dirsi tale un discorso se esso fa fuoriuscire non un conflitto di idee o opinioni ma lo spirito del tempo, la verità che tutti condividono, senza saperlo, ciò che ci forgia nel profondo. Perché la verità del tempo è qualcosa che si subisce o un liquido amniotico in cui i nostri cervelli sono immersi. È il nostro ambiente, che riconosciamo subito come la sintesi dei nostri pensieri. La conversazione deve fare da levatrice a questa verità condivisibile. Ma lo spirito del tempo non è una congerie di luoghi comuni, è intuizione dell’essere profondo. Il resto,  che chiacchiera, si scontra e ambisce alla rissa verbale. Ci si difende dalla chiacchiera solo con il silenzio che ci estrania. La conversazione vuole un pensiero oggettivo,  dove il soggetto si sgretola e la verità lo inonda come un  mare.

Una poesia di Ranieri Teti

sabato 27 aprile 2019





nella tabula rasa dello specchio
dove tutto è qui solo essendo altrove

nel tempo verosimile di un ritorno
nel suo lento addosso d’ombra.
***
da “Entrata nel nero” – Ranieri Teti – Kolibris edizioni- maggio 2011