Una poesia di Nicanor Parra

domenica 25 ottobre 2020


 


Il Premio Nobel

Il Premio Nobel per la Lettura
lo dovrebbero dare a me
che sono il lettore ideale
e leggo tutto ciò che trovo:

leggo i nomi delle strade
e le insegne luminose
e le pareti dei bagni
e i nuovi elenchi dei prezzi

e la cronaca nera
e i pronostici del Derby

e le targhe delle auto

per un tipo come me
la parola è una cosa sacra

signori membri della giuria
che ci guadagno a mentirvi
sono un lettore incallito
leggo tutto – non salto
neppure gli annunci economici

certo che ora leggo poco
non dispongo di molto tempo
ma cavolo se ho letto
per questo chiedo che mi diate
il Premio Nobel per la Lettura
al più presto impossibile

 

da L’ultimo spegne la luce”- Nicanor Parra-  traduzione e cura di Matteo Lefèvre -  Bompiani - ottobre 2019

 

 

Nuovo articolo su Lankenauta

lunedì 12 ottobre 2020


È appena uscita su Lankenauta una mia riflessione sul libro “La zona rossa” del poeta Raffaele Castelli Cornacchia. Buona lettura.

 

Una poesia di Louise Glück

giovedì 8 ottobre 2020

 
 


La stella della sera

Questa sera, per la prima volta in molti anni,

mi è apparsa di nuovo

una visione dello splendore della terra;

 

nel cielo del crepuscolo

la prima stella sembrava

crescere in luminosità

mentre la terra si oscurava

 

finché in ultimo non poté essere più scura.

E la luce, che era la luce della morte,

sembrava restituire alla terra

 

il suo potere di consolare. Non c’era

nessuna altra stella. Solo quella

di cui conoscevo il nome

 

perché nella mia altra vita le feci

torto: Venere,

stella del crepuscolo,

 

a te dedico

la mia visione, perché su questa superficie vuota

 

hai gettato luce sufficiente

per rendere il mio pensiero

visibile nuovamente.

 

***

 

da “Poesia” numero 357- Louise Glück- traduzione Massimo Bacigalupo- marzo 2020

Di come sorge la lode

giovedì 24 settembre 2020


È uno di quei giorni in cui la notte sembra eterna e l’angoscia piazza nel cranio, come vide Baudelaire, la sua bandiera nera. Sparito ogni orizzonte rimane lo specchio, il mostro che sempre riflette la nostra vacuità di spettri, la nostra inconcludenza di girovaghi e inetti. E allora? Ora che qualsiasi dio è solo un rottame dei secoli umani, con chi condividere la propria solitudine in cerca di ombre in cui annegarsi, di volti in cui specchiarsi e infine sprecarsi? Ora che ripudio ogni narcosi che il semplice pronome io promette, quale sogno o pensiero mi libererà dalla notte nera dell’anima e spoglierà la  luna del suo ghigno sarcastico e grottesco?

Allora,  è la mia sfida perpetua all’eterna dissolvenza,   aspetto che il dolore si affini e si faccia canto e che la mia lode all’universo si scopra smisurata, affinché al fondo di qualsiasi tunnel d’angoscia  io senta tuonare un ditirambo di  gioia,  profondo come un destino e lucido come un orizzonte;  entrambi sottratti a un mare perduto da sempre e che tuttavia immensamente perdura.

 

 

Ciao, Gabriele.

lunedì 7 settembre 2020

 


Brutto risveglio stamattina.  Ho appreso con sgomento della morte del giovane poeta e amico Gabriele Galloni.Mi unisco al dolore di  famigliari e amici. Era un talento cristallino, mancherà a tutti.

Ettore Fobo