mercoledì 11 giugno 2025
avamposto mitorealista di lotta poetica
Pubblicato da Ettore Fobo alle 08:15 2 commenti
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Ironia di questo dispositivo: ci
fa credere che ne va della nostra “liberazione”.»
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Da “La volontà di sapere- Storia della sessualità 1” - Michel
Foucault- traduzione Pasquale Pasquino e Giovanna Procacci- Feltrinelli- edizione
dell’agosto 2014
Pubblicato da Ettore Fobo alle 07:34 2 commenti
Etichette: aforismi, filosofia, Michel Foucault
“Chi ride è padrone del
mondo.”
Giacomo Leopardi
“Il sentimento della
gioia è il sentimento più propriamente etico.”
Gilles Deleuze
Sto vagando fra gli aforismi di
Cioran contenuti ne “Il crepuscolo dei pensieri”. Si tratta di affrontare una
delle scritture più avvolgenti, stratificate, proteiformi e infine pienamente
chiaroveggenti del Novecento. Sentenze che affiorano da un magma infuocato
sembrano prendere per mano il nostro smarrimento di bipedi automatizzati e
condurlo alla vertigine. Mi colpiscono soprattutto le riflessioni sulla
tristezza “La soglia del suicidio? Un brivido che segue una risata travolgente”,
“Persino la tristezza è un’arte”, “L’infelicità è lo stato poetico per
eccellenza”, “Che cosa significa essere poeta? Non essere distante dai propri
dolori, coincidere con la propria infelicità”.
Apparentemente nessuno può negare
la verità di queste asserzioni che fanno il paio con quelle di Balzac, “La
poesia è dolore”, e di Ceronetti “Il poeta è colui che porta in sé la pena di
tutti” e con decine (centinaia?) di altre simili.
Ecco è questo il punto. Il poeta
è certo il crogiuolo di sofferenze universali, universali dico e non
particolari, biografiche o esistenziali. È vicino al fuoco dell’essere da cui esse
scaturiscono come ombre su uno specchio. Ma per portare il peso della pena di
tutti occorre una forza enorme che il vero poeta incarna: la gioia. Per portare
il peso della pena di tutti bisogna essere gioiosi come infanti. Può apparire contraddittorio ma non lo è
affatto. Come è possibile infatti tollerare questo universo dolore d’esistere,
se al fondo non si è profondamente immuni da questo stesso dolore? Una gioia
inscalfibile che sorregge tutto il dolore del mondo, come Atlante regge il
globo terrestre e si coagula in forma e come forma splende su tutte le miserie
e le contingenze. Allora anche il dolore è solo una pantomima, come già
denunciava Pessoa: “Il poeta è un fingitore: finge che è dolore, il dolore che
davvero prova. “
La scrittura di Cioran è un
congegno che funziona ad alta intensità e a frequenze di profondità inevitabili
come un destino. La sua bacchetta di rabdomante trova soprattutto le acque
stagnanti ma ancora più a fondo un’acqua cristallina la memoria disseta. Parlando
di poesia- perlomeno in queste asserzioni perché altrove la sua sonda scova
esattamente i movimenti impercettibili del magmatico humus della poesia-
Cioran rimane un filosofo, lo scintillio del suo stile profondo non riesce ad
abbracciare l’intero periplo dello sguardo poetico, gli sfuggono le bizzarrie
della sua lingua biforcuta, ancipite e ambigua, sfuggono al suo impalcabile
radar e Cioran pare fissarsi, come tutti, sulle apparenze. Sbatte il suo genio
contro un muro del pianto, il cui cemento, però, è solo illusorio; posto che
questa illusione è composta dai detriti di tutte le verità frantumate. E dunque
ancora una volta Nietzsche: chi sa filosofare con il martello scopre al fondo
di questa universa vanità di esistere lo zampillo di una sorgente eterna. Per cui,
in un aforisma che non deve passare inosservato, Cioran scrive che Nietzsche
stesso non è nient’altro, come Pascal, che Nietzsche tra l’altro per certi
versi aborriva, un “reporter dell’eternità”. Alla bruttissima faccia di chi
continua a credere che Nietzsche sia un filosofo del nulla, un nichilista, cioè
l’ennesima piattola incrostata sullo scroto di Cronos, il Tempo.
Ettore Fobo
Pubblicato da Ettore Fobo alle 08:22 2 commenti
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da “Il crepuscolo dei
pensieri”- E.M Cioran-traduzione Cristina Fantechi- Adelphi, 2024
Pubblicato da Ettore Fobo alle 04:01 0 commenti
Etichette: aforismi, Emil Cioran
“Mi par chiaro che la sola
letteratura fantascientifica è sulla strada giusta, e se ho detto altra volta
il contrario tanto peggio, o l’avrò fatto per ignoranza dei testi migliori. Ossia
la fantascienza sarà magari, oggi come oggi, priva di vere dimensioni e niente
in sé, ma quel letterale rivolgersi al di fuori parrebbe nondimeno il solo
atteggiamento ormai possibile…”
10 novembre 1959
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da “Rien va” - Tommaso Landolfi, citato in “Live Dealer”-
Lamberto Garzia- puntoacapo Editrice- 2024
Pubblicato da Ettore Fobo alle 10:30 0 commenti
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Pubblicato da Ettore Fobo alle 10:47 0 commenti
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“Se la specie umana sopravvivrà, gli uomini del futuro considereranno la nostra epoca illuminata, immagino, come un vero e proprio secolo d’oscurantismo. Saranno indubbiamente capaci di apprezzare l’ironia di questa situazione in modo più divertente di noi. È di noi che rideranno. Sapranno che ciò che chiamiamo schizofrenia era una delle forme sotto cui - spesso per il tramite di gente del tutto ordinaria - la luce ha cominciato a filtrare attraverso le nostre menti chiuse. La follia non è necessariamente un crollo (breakdown); essa può essere anche una apertura (breakthrough)… L’individuo che fa l’esperienza trascendentale della perdita dell’ego può o non può perdere l’equilibrio in diversi modi. Può allora essere considerato come pazzo. Ma essere pazzo non è necessariamente essere malato, anche se nel nostro mondo i due termini sono diventati complementari… Dal punto di partenza della nostra pseudo-salute mentale, tutto è equivoco. Questa salute non è vera salute. La pazzia degli altri non è vera pazzia. La pazzia dei nostri pazienti è un prodotto della distruzione che imponiamo loro e che essi impongono a se stessi. Nessuno immagini che ci imbattiamo nella vera pazzia, così come non siamo veramente sani di mente. La pazzia con cui abbiamo a che fare è un grossolano travestimento, una falsa apparenza, una grottesca caricatura di ciò che potrebbe essere la guarigione naturale da questa strana integrazione. La vera salute mentale implica in un modo o nell’altro la dissoluzione dell’ego normale…”
Roland Laing
Pubblicato da Ettore Fobo alle 21:06 2 commenti
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Pubblicato da Ettore Fobo alle 15:26 0 commenti
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Da ”Aforismi di Zürau”- Franz Kafka – a cura di Roberto Calasso- Adelphi, maggio 2004
Pubblicato da Ettore Fobo alle 17:25 0 commenti
Etichette: aforismi, Franz Kafka
Pubblicato da Ettore Fobo alle 14:00 2 commenti
Etichette: aforismi, filosofia, Michel Onfray
Pubblicato da Ettore Fobo alle 15:30 2 commenti
Etichette: aforismi, Friedrich Nietzsche, Gilles Deleuze
Pubblicato da Ettore Fobo alle 14:00 2 commenti
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"Voi siete soltanto poeti. Io sto dalla parte della morte."
J.R
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Sono sempre stato affascinato dal dadaismo e dalle sue figure quasi fantasmatiche come Jacques Rigaut. Scrivere e vivere rimanendo all’altezza della morte. Duro destino del poeta esule per condizione originaria e naturale.Pubblicato da Ettore Fobo alle 13:47 2 commenti
Etichette: aforismi, Jacques Rigaut
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da “Lo
scambio simbolico e la morte”- Jean Baudrillard- traduzione Girolamo Mancuso-
Feltrinelli- marzo 2022
Pubblicato da Ettore Fobo alle 17:47 4 commenti
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da “Doppia vita” - Gottfried Benn- traduzione Amelia Valtolina – ottobre 2021 - Adelphi
Pubblicato da Ettore Fobo alle 07:03 0 commenti
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da “22.11.63”- Stephen King- traduzione Wu Ming 1- Sperling
e Kupfer
Pubblicato da Ettore Fobo alle 09:13 4 commenti
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da La vita quotidiana - REMO CANTONI,(Milano, Il Saggiatore 1966).
Pubblicato da Ettore Fobo alle 21:39 8 commenti
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Non c’è niente da fare: l’artista autentico - massimamente il poeta, ”l’artista più squalificato di tutti”, come nelle illuminanti parole di Guido Ceronetti - è uno stregone che traffica con i bassifondi psichici, un attentato alla pubblica opinione e al suo troppo spesso mostruoso e ripugnante Buon Senso, un delinquente in una parola. Aveva perfettamente ragione Carmelo Bene: l’arte è sempre delinquenziale, il pensiero stesso, aggiungo io, è un crimine contro gli stereotipi, i luoghi comuni, le “fanfaluche mistiche” che sono la quintessenza di tutte le umane credenze.
Pubblicato da Ettore Fobo alle 09:17 5 commenti
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Il Forum Anterem è un‘occasione speciale per incontrare amici e amiche. Ci si vede poco ma si condivide molto ed anche quest’anno la manif...