Una poesia di Paul Celan

sabato 18 maggio 2019




Spiaggia bretone

Riunito è tutto ciò che vedemmo,
a prender congedo da te e da me:
il mare, che scagliò notti alla nostra spiaggia,
la sabbia, che con noi l’attraversò di volo,
l’erica rugginosa lassù,
tra cui ci accadde il mondo.

***
da “ Di soglia in soglia” – Paul Celan – traduzione  e cura di Giuseppe Bevilacqua –  Einaudi

Verità relative

sabato 11 maggio 2019



 I preti odiano il relativismo culturale. Bella scoperta! Odiano ciò che  li condanna all’oblio. In  un sistema pluralistico la loro presunzione di una Verità universale, assoluta ed egemone va in mille, sacrosanti, pezzi. Le divinità si moltiplicano. Un dio vale l’altro. Si finisce per adorare l’asino,  come in Così parlò Zarathustra. Una civiltà perde il suo assetto, va in crisi, conosce la mestizia del suo epilogo, disconosce le sue fondamenta, evoca e invoca i nemici che la piegheranno definitivamente.

La conversazione

sabato 4 maggio 2019



La  conversazione è diversa dalla chiacchiera. Può dirsi tale un discorso se esso fa fuoriuscire non un conflitto di idee o opinioni ma lo spirito del tempo, la verità che tutti condividono, senza saperlo, ciò che ci forgia nel profondo. Perché la verità del tempo è qualcosa che si subisce o un liquido amniotico in cui i nostri cervelli sono immersi. È il nostro ambiente, che riconosciamo subito come la sintesi dei nostri pensieri. La conversazione deve fare da levatrice a questa verità condivisibile. Ma lo spirito del tempo non è una congerie di luoghi comuni, è intuizione dell’essere profondo. Il resto,  che chiacchiera, si scontra e ambisce alla rissa verbale. Ci si difende dalla chiacchiera solo con il silenzio che ci estrania. La conversazione vuole un pensiero oggettivo,  dove il soggetto si sgretola e la verità lo inonda come un  mare.

Una poesia di Ranieri Teti

sabato 27 aprile 2019





nella tabula rasa dello specchio
dove tutto è qui solo essendo altrove

nel tempo verosimile di un ritorno
nel suo lento addosso d’ombra.
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da “Entrata nel nero” – Ranieri Teti – Kolibris edizioni- maggio 2011

25 aprile

giovedì 25 aprile 2019





Quelle che seguono sono le parole che Umberto Eco pronunciò verso la fine di un discorso tenuto nel 1995 in un ateneo statunitense:

«L’Ur-Fascismo è ancora intorno a noi, talvolta in abiti civili. Sarebbe così confortevole, per noi, se qualcuno si affacciasse sulla scena del mondo e dicesse “Voglio riaprire Auschwitz, voglio che le camicie nere sfilino ancora in parata sulle piazze italiane!”. Ahimè, la vita non è così facile. L’Ur-Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme – ogni giorno, in ogni parte del mondo. […] Libertà e liberazione sono un compito che non finisce mai. Che sia questo il nostro motto: “Non dimenticate.”»
***
da “Il fascismo eterno”- Umberto Eco – La nave di Teseo – ottobre 2018

Cinema e vita

sabato 20 aprile 2019



Film altamente spettacolari e frementi di eroismi, colori in alta definizione, donne bellissime, storie immaginifiche condiscono le nostre vite  sempre più incolori, insignificanti, sbiadite che se tradotte in  un film rivelerebbero di essere di un iperrealismo vacuo e angosciante. Così la fantasia dovrebbe salvarci dal tedio. Invece questi film sono solo la giustificazione estetica del sistema produttivo che ci imprigiona, il suo monologo apologetico, come giustamente aveva visto Debord negli anni Sessanta del secolo scorso. Già negli anni Trenta Sartre  avrebbe aggiunto una fascetta al suo romanzo “La nausea”: “Non ci sono più avventure”. Fu dissuaso dall’editore che temeva per le vendite. Così mentre le vite diventano sempre più banali e sciatte,  il romanzo un modo un po’ contorto per guardare ammuffire il proprio ombelico, al cinema si moltiplicano avventure mirabolanti.  La mia  vita così è diventata tutta interiore, una conversazione con i morti, nello spirito, in quel limbo dove siamo contemporanei a Eraclito, Saffo, Giordano Bruno, Omero, Shakespeare, Baudelaire, Leopardi, Rimbaud, etc …  Ma è tutto un sogno che rivela la pochezza degli orizzonti e  il trionfo del nichilismo e della vacuità.