Una poesia di Benjamin Fondane

domenica 12 settembre 2021



La noia

Nella casa del silenzio con edere e ortiche

piena del sonno di gufi torvi dagli occhi piccini,

nessuno sa quando l’autunno sia entrato in casa,

e da quando gli anni abbiano abbattuto le pareti per uscire.

Una campana sorda chiamava a pranzo e all’ora di dormire:

e il suo rame era logoro e arrugginito,

io l’ascoltavo gemere  con la bocca incollata sulla pietra

trattenendo l’intonaco e lo scorrere del tempo.

Con occhi verdi, i gatti di porcellana hanno fatto le fusa per

la partenza  nel mondo di coloro che non hanno fatto più ritorno:

ma si udivano, di sera, come gemiti di puerpere, tocchi al pianoforte

che si attardavano sulle mani, quasi fossero delle labbra.

Forse è la mamma che sonnecchia sul divano, qui –

sferruzza calze di soffice lana per i nonni.

Se all’improvviso cadessero le piogge rossicce,

esse fluirebbero di nuovo attraverso le membra, come nelle grondaie,

e sarai a casa solo, nella più monotona desolazione –

 

come un selvaggio Robinson nella sua isola.

 

[1920]

***

Da “Vedute-Poesie 1917-1923” di Benjamin Fondane – traduzione di Irma Carannante, cura Giovanni Rotiroti – Edizioni Joker  - aprile 2014

Inadatti alla vita

domenica 29 agosto 2021


"Gli uomini perennemente in bilico tra i vari possibili, incapaci di uscire dalle alternative molteplici dell'esistenza, possono anche essere intelligentissimi, ma loro intelligenza va in una direzione che è contraria alle esigenze di una vita normale. Essi soffrono di una specie di libido cerebrale che paralizza l'azione e trasforma le situazioni della vita vissuta o da vivere in situazioni teoriche tra le quali oscilla un uomo puramente teorico, ossia un uomo che non trova nelle sue passioni, nei suoi istinti, nella sua vitalità motivi di scelta e di preferenza. L'amletismo, l'impossibilità di decidere perché magicamente incantati dal giuoco astratto delle possibilità, è una malattia dello spirito. Tale morbo cerebrale colpisce in genere gli spiriti più raffinati e colti e li rende inadatti alla vita."

 da La vita quotidiana - REMO CANTONI,(Milano, Il Saggiatore 1966).

Lo scopo dell’artista

mercoledì 25 agosto 2021



 

Ah quanti fraintendimenti! Lo scopo dell’artista non è la bellezza, velo squallido posto sugli orrori del mondo per farcelo accettare con un timido “Bè, però,  insomma,  tutto sommato Bach può giustificare Auschwitz e Michelangelo,  che so,  Hiroshima"; no,  l’artista è  colui che gettandosi nel dinamismo degli orrori ne perpetua l’assoluta magnificenza extramorale aldilà del bene e del male. Altrimenti anche Guernica ha il valore di una Madonnina messa sulla tomba del Novecento. La bellezza…per questo Rimbaud l’ha strangolata. Beau gest dell’artista assoluto. Nessuna consolazione, non ce l’avrete la casa in riva al mare con i puffi che cantano la vostra gloria. Bisogna essersi molto sporcati con la gran merda del dolore per dire questo. Non c’è un ordine morale del mondo. L’ordine estetico puzza troppo di Dio. Quindi a mare anche lui. Dinamismi,  forze, evocare l’impossibile:  ecco il compito dell’artista non allineato all’ordine linguistico vigente. Capri espiatori che denunciano che il male è inespiabile e pagano con la vita il prezzo della loro innocenza.

Ettore Fobo


 

 

 

Fiaccole di fuoco

sabato 14 agosto 2021



Una mia riflessione sulla silloge di Silvio Straneo ”Fiaccole di fuoco” è stata pubblicata su Lankenauta. Buona lettura.

Ettore Fobo

 

In morte di Roberto Calasso

venerdì 30 luglio 2021


 


Con Roberto Calasso ci lascia un gigante della cultura europea e un editore di grande intelligenza. Su questo blog potete trovare riflessioni su alcuni suoi libri cliccando sul suo nome sotto.

Ettore Fobo