venerdì 2 agosto 2019
(Leni Riefensthal)
Quelle
braccia, prone nel loro torcersi
a misura di
un’altra umanità.
Ed i corpi,
quella loro morfina
buona.
Assoluta la luce, ad adempiere
lo scatto
micidiale del secondo.
Ma in ogni
loro ansimo pulsa un battito
notturno,
una crepa obliqua sul volto
di terra,
impronunciata nel suo sguardo
sbagliato. E
dice fango
il mondo –
suo fantoccio l’arte.
E bestia il
cuore. Nulla credimi
si sconta vivendo, nulla redime.
Nemmeno la
bellezza.
***
da “Zero al
quoto”- Fabrizio Bregoli – puntoacapo – marzo 2018
