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PROSSIMAMENTE

sabato 12 settembre 2026

 



È l'inizio di qualcosa di grande per il Mitorealismo del Sottosuolo. Il 21 settembre esce il primo dei tre poemi mitorealisti che vedranno la luce in questo scorcio finale del 2026. Si tratta di "Non importa se i ghiacciai" di Matteo Gennari, poema scritto nel caldo tropicale di Rio de Janeiro, dove l'autore vive da più di vent'anni. Sarà pubblicato da Kipple Officina Libraria, nella collana da me curata VersiGuasti.

Mantenete la connessione. Questo si produce, ne vedete solo la copertina, nei nostri sottosuoli  e nei nostri laboratori, dalla mattina alla sera, senza quasi pause. Iperproduzione, perché bisogna scrivere, che dico? bisogna vivere all'altezza del turbocapitalismo che ci opprime. Per metterglielo nel dietro, naturalmente. Rallegriamoci: il drago cosmico del Movimento si è alzato. Ne vedete già l'ombra  incalzare i sogni e i segni del mondo.

Ettore Fobo e il Comitato e il Laboratorio mitorealisti 

Ecco i link per un video: FACEBOOK: https://www.facebook.com/share/v/1C2ej55AbX/

INSTAGRAM: https://www.instagram.com/reel/DdLVbJQsUWb/?utm_source=ig_web_copy_link&stkn=MzRlODBiNWFlZA==

LE POESIE HANNO I LUPI DENTRO- PRIMO VIDEO: GAZA

giovedì 25 giugno 2026

 



Ecco il primo dei video dedicati all’evento del 19 giugno in Eterotopia, qui a San Giuliano Milanese, Squartomiglio Città, là, ai confini sud della  Terra di Mezzo, dove sgominati gli arconti, custodi della soglia, l’Aspro di Lettere ha inciso i nomi dei salvati e dei perduti, sulla pietra della Soglia.



Ecco il link a INSTAGRAM: https://www.instagram.com/p/DZ_6gLxsmb0/.

Ecco il link a Facebook: https://www.facebook.com/share/v/1aYxtXZSRc/.

Presto su YOUTUBE. Grazie dell’ascolto.

Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista

 

Le poesie hanno i lupi dentro, the Day After.

domenica 21 giugno 2026

 



Nel caldo feroce di questo 19 giugno, qui a Squartomiglio città, zona franca, nella gran mirabile Terra di Mezzo(Mediolanum, Midland- Milano),  l'evento si è sparso, disseminandosi nelle sue molecole,  fotoni di sangue balbettati da una voce, davanti a un pubblico mesmerizzato. E la voce si è dissolta nel suo peregrinare di corpo in corpo: ” Mi scuso per il caldo”, e l'applauso scrosciante come una sorgente di latte fresco. E fu così che fuori dalle mappe cognitive della Realtà, prosa dei deboli, “della razza di chi rimane a terra”, eruppero i segni del caos, vertigine del reale, la poesia dei forti, che intonano peana ”ai secoli, alla storia, all'universo”:

Presto alcuni video dello spettacolo.

Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista

Diciottesimo comunicato mitorealista: LE POESIE HANNO I LUPI DENTRO

giovedì 11 giugno 2026

 


 LE POESIE HANNO I LUPI DENTRO- legge Ettore Fobo

“ È sufficiente instaurare una sola posizione di desiderio reale, per far saltare settori interi della società.”

Gilles Deleuze e Felix Guattari

 

Quinto appuntamento con il poema- work in progress LE POESIE HANNO I LUPI DENTRO. Si terrà allo SPAZIO POPOLARE AUTOGESTITO ETEROTOPIA, luogo di mille battaglie contro i soprusi dell’ovvio, venerdì  19  giugno a partire dalle 20.30. Eterotopia si trova a San Giuliano Milanese, in via Risorgimento 21. Nuove poesie e una nuova configurazione di atti saranno messi in scena, e mescolati, per il metodico sabotaggio della Lingua che, come mostra Roland Barthes, è sempre fascista, nella sua essenza. Mostreremo che la parola - ombra della  poesia è l’unica possibilità, per spalancare le porte del reale e accedere al desiderio. Chi avrà forza e voglia di partecipare, non si pentirà. Gli altri continuino pure a dormire, a noi non interessa. Faremo volteggiare nell’aria una parte dei nostri numerosi  fuochi d’artificio, per illuminare questo deserto, in cui la parola umana, diventato un dialogo fra una sedia e un termosifone, sotto la vigile custodia dell’Intelligenza Artificiale, verrà smascherata e sotto la  sua maschera brillerà, finalmente, la dinamite che porrà fine a questa  mostruosa pagliacciata di zombie, spettri e vampiri. Sarà il grado zero della parola stessa. Siete pronti?

Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista


INSTAGRAM NOBILITA L’UOMO

giovedì 22 gennaio 2026

 



Amici, sto cavalcando la tigre Instagram, i video si susseguono, sono dentro l’onda della Produzione, mi hanno consigliato di realizzare 2-3 video alla settimana, per mantenermi agganciato alle logiche e alla conseguente dinamica temporale dell’algoritmo. La produzione poetica, la lettura,  ne risentono. In gennaio ho scritto una sola poesia e letto pochissimo. La mia attività su Lankenauta e Bibbia d’Asfalto, giocoforza, si è quasi interrotta, mi scuso con gli autori e le autrici,  le cui recensioni languono.

Ciò nonostante, per me è il momento dei video. Necesse est, ha sussurrato Geppetto al mio orecchio di burattino pinocchiesco. Per ora esistono tre rubriche: il video poema IL FATO NON DORME MAI, dove leggo poesie scritte da me fra il 1992 e oggi; la rubrica POESIE ALLO SPECCHIO, dove leggo poesie di poeti di tutto il mondo, viventi e no. Ho iniziato con la brasiliana Clarice Lispector e il poeta libanese Adonis. Per lo spazio dedicato all'antologia mitorealista "Fiori del Caos", inizio leggendo una mia poesia: "Ti dico astrali".

Infine,  tutto questo per dirvi: ormai sapete dove trovarmi su Instagram. Il blog continuerà su un binario in parte parallelo. Sto veramente cavalcando la tigre Instagram, fra i marosi di mille eccitanti incertezze. È un pericolo: questo drago, questa tigre, può disarcionarmi e poi divorarmi. Per questo, in esergo al canale, nella descrizione,  ho inserito una frase di Nietzsche, vero mentore del Movimento da me intravisto nascere: Il Mitorealismo del Sottosuolo. Eccola:

“In solitudine ci si divora da soli, in moltitudine si è divorati da molti. Ora scegli.”. Se ne avete voglia seguitemi anche sul canale YouTube. Grazie.

Ettore Fobo

IL FATO NON DORME MAI – CAPITOLO QUARTO: PAROLE SEGRETE

mercoledì 14 gennaio 2026

 

 


Qui il link al video su Instagram

“L’assenza del tempo non significa che tutto sia gelato e immoto. Significa che l’incessante accadere che affatica il mondo non è ordinato da una linea del tempo, non è misurato da un gigantesco tic-tac. Non forma nemmeno una geometria quadridimensionale. È una sterminata e disordinata rete di eventi quantistici.”

Carlo  Rovelli

***

 

 

Questo video - poema si sta sempre più configurando. Sembra essere una sorta di autobiografia- sebbene la mia sia senz’altro biografia di una maschera - ma non aspettatevi una narrazione consequenziale, una temporalità riconosciuta e riconoscibile. Si procede per salti temporali, sbandamenti quantistici, dissipazioni spaziali, cadute, folgori, lacrime, ringhi  e risate anche,   a deformare il volto. I primi tre capitoli si svolgevano ai tempi della mia adolescenza, negli anni Novanta. Ora il primo dei salti temporali ci catapulta nel 2008.  Avevo 31 anni  e scrivevo questo:

 

PAROLE SEGRETE

 

Sete di vento a sognare

questo affiorante regno

di caducità infinite

che svapora sole

degli antichi poeti

nel sangue la stella

del mattino disciolta

Venere muta

da una pozzanghera nata

il divenuto polvere

infinito contempla

che mai luce vide, e svanì.

Archetipo d’eterna

solitudine a vegliare

i nostri atti d’inconsci

sotto l’implacabile silenzio

di statue straniera cingimi

nudità spaventosa che urgi

con il  tuo velo di parole segrete.

 

febbraio 2008

***

 

 

da  “Sotto una luna in polvere”- Ettore Fobo (Kipple Officina Libraria, 2010)

***

Un’altra novità è che a ogni capitolo è associata una canzone che non posso farvi ascoltare per motivi di copyright. La canzone scelta per questo capitolo è “Soul Kitchen” dei Doors. Buona visione.

 

Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista

Sixteenth Mythorealist Communiqué: THE ASSASSINATED POET

sabato 10 gennaio 2026

 


Monstrous news from the United States of America: an American poet, Renée Nicole Macklin, was brutally butchered by anti-immigration militias set up by Trump. As usual, television and newspapers—CNN in this case—neutralize the tragic scope of the event: she is described as a loving mother who “loved to sing and write poetry.”

The loving mother wrote this:

“On Learning to Dissect Fetal Pigs”

i want back my rocking chairs,

solipsist sunsets,

& coastal jungle sounds that are tercets from cicadas and pentameter from the hairy legs of cockroaches.

i’ve donated bibles to thrift stores

(mashed them in plastic trash bags with an acidic himalayan salt lamp—the post-baptism bibles, the ones plucked from street corners from the meaty hands of zealots, the dumbed-down, easy-to-read, parasitic kind):

 remember more the slick rubber smell of high gloss biology textbook pictures; they burned the hairs inside my nostrils,

& salt & ink that rubbed off on my palms.

under clippings of the moon at two forty five AM I study&repeat

               ribosom

 endoplasmic—

               lactic acid

               stamen

 at the IHOP on the corner of powers and stetson hills—

 i repeated & scribbled until it picked its way & stagnated somewhere i can’t point to anymore, maybe my gut—

maybe there in-between my pancreas & large intestine is the piddly brook of my soul.

 it’s the ruler by which i reduce all things now; hard-edged & splintering from knowledge that used to sit, a cloth against fevered forehead.

can i let them both be? this fickle faith and this college science that heckles from the back of the classroom

  now i can’t believe—

               that the bible and qur’an and bhagavad gita are sliding long hairs behind my ear like mom used to & exhaling from their mouths “make room for wonder”

all my understanding dribbles down the chin onto the chest & is summarized as:

life is merely

to ovum and sperm

and where those two meet

and how often and how well

and what dies there.
***

Let everyone draw their own conclusions. For us mythorealists, it is clear: the masks come off in this ballet of drunken zombies and these masks are singing:  "The United States of America, a country of democracy and freedom, a perfect model for the world".

Ettore Fobo and The Mythorealist Laboratory

Il Fato non dorme mai - capitolo tre: Sativa

venerdì 9 gennaio 2026

 


 


Qui il link al video su Instagram

“Il pubblico appassionato d’Arte è sempre indecente. Ammira un uomo più per il suo stile di vita che per le sue opere. Predilige soprattutto pazzi, assassini, drogati, suicidi, casi di morte per denutrizione… eppure, lo stesso pubblico appassionato d’Arte che in seguito venera uno di questi è quello STESSO pubblico che lo ha spinto a bere da matti, a dare di matto, a drogarsi da matti, perché non sopportava più la vista dei loro brutti musi o i loro modi di fare. “

Charles Bukowski

 

***

Si continua a battere sul chiodo dell’adolescenza, con una poesia scritta a 17 anni.

Adolescenza: età magnifica di pura leggenda e dura catastrofe. Nell’etimo greco età del rovesciamento e dunque della rivolta e infine della scelta. Non è da tutti viverla appieno, non tutti sanno delirare come un derviscio intorno a Eros, mentre Toth prepara le sue scritture per le pazzie di Amleto e nell’ombra Ofelia progetta il proprio suicidio,  per far contenta la platea assetata di sangue. Questa poesia è pubblicata in “Sotto una luna in polvere” e non hai mai avuto titolo, ora sì.  S’intitola come la qualità di marijuana più attivante.  L’ho intitolata perciò “Sativa” ed è dedicata a Marcello Deimo, per i motivi che lui sa.

Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista

 

SATIVA

 

a Marcello Deimo

 



Piano piano
elimino le mozioni
di chi mi vorrebbe
morto insepolto
o semplicemente coperto
di fuliggine in carni
sempre più scarne
per andare all’incontro
con vere ali di sabbia,
vere ali di mistero...
Non mi prostituisco
sulle acque, insomma,
potremmo vivere in un flessuoso
vagito di ossessioni e visioni
o andare preconfezionati e infetti
tra i sassi sfatti o intatti
annegare nel plancton sciamante
dagli artigli del Re Corvo.
Pipistrelli
sepolti quieti nella grotta delle nuvole
gracchianti “Muori”.
E dunque mi congelo al suolo.
Magicamente teso
alla brezza o all’ebrezza
poeta in erba o erba in poeta?

luglio 1993

 

***

da “Sotto una luna in polvere”- Ettore Fobo - Kipple Officina Libraria- maggio 2010

ps: per i prossimi video, userò un microfono, per ora scusate l’audio inadeguato.

 

Quindicesimo comunicato mitorealista: "Il Fato non dorme mai- capitolo uno"

giovedì 1 gennaio 2026

 


Bisogna indossare maschere mostruose, per imprimersi nel cuore dell’umanità. “

Friedrich Nietzsche

Si scantona a un’attesa e per chi coglie l’antifona e congiura nell’ombra, si scongelano le maschere, specie le più sotterranee e infernali, perché aspro è il sentiero dell’estasi naturale,  in terra dove la dea Penuria ha issato la sua terribile malinconia fin sull’altissimo di una Croce, il despota Significante,  che solo c’inchioda alla Colpa, al Sacrificio, alla Mancanza, al Peccato, così ci rassicura con l’impietosa minaccia del Suo incanto: persino la tua vita ha senso ed è sacra, miserabile insetto! E giù quasi tutti i filosofi a darLe ragione. E gli psicologi a farne strame per i porci. Ed ecco, per dissipare le invitanti carezze dell’ oblio,  ho deciso di diffondere alcuni  miei video online. Si comincia con il video intitolato:  "Il Fato non dorme mai". Potete trovarlo su Instagram a questo link. Buona visione, buon anno e grazie dell’ascolto.

Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista

Quattordicesimo comunicato mitorealista: nuovi video de "Le poesie hanno i lupi dentro"

giovedì 25 dicembre 2025

 



Cari amici e care amiche, nell'augurarvi buon Natale, vi lascio il link allo spettacolo da me tenuto al Ristorante “La primavera”. Sono presenti anche le canzoni che lo hanno accompagnato. Grazie dell'ascolto che vorrete darmi. Buona visione.

Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista

Tredicesimo comunicato mitorealista: "Le poesie hanno i lupi dentro" al Ristorante Primavera

mercoledì 3 dicembre 2025

 


“Non sviolinate languorose, ma tremendi colpi d’ascia, suoni come boati che ti scuotono da dosso, dalla pelle e dalle palle, l’incongruità dell’inefficacia sceneggiata dal quotidiano, per riturbarti con l’oscenità necessaria del poetico: l’evidenza cioè di quanto si è ormai incapaci di vedere e udire, di sentire.”

                                                                                                                                               Gilles Deleuze

Accade che, sotto Natale, anche i mitorealisti depongano l’ascia di guerra e i lupi, nella foresta, si limitino a fissarci con i loro occhi di fiamma. Ma se accettiamo la tregua, con la riluttanza della farfalla, presa nella rete del ragno, lo facciamo per rispetto ai bambini e per far  contente tutte quelle ragazze che, intimorite da Orfeo, preferiscono gettarsi, lungimiranti, fra le braccia di Barbablù.

Lo spettacolo sarà ancora diverso, come sempre, anche stavolta con una partitura inedita, - dal vivo celebreremo l’innocenza dei lupi e non la loro sacrosanta ferocia. Possiamo. Ce l’hanno concesso. Canteremo il loro amore lupesco per una luna indifferente. Il loro ululato sveglierà la città addormentata e indurrà Pan a far scivolare le centomila ninfee etnee,  che hanno preso dimora nel cavo della sua mano, fin dentro la clessidra dove girano i secoli, per farli infine deragliare? Il sibilo di questa domanda è già una risposta.  Le mie opere edite  saranno le piattaforme che faremo detonare. In più un piccolo nucleo di poesie inedite, mai recitate  prima, una sorpresa. E qualche citazione, giusto per ricordarci che siamo in guerra.

Lo spettacolo si terrà a San Giuliano Milanese, presso il Ristorante Primavera, in via Carducci 39. Sarà sufficiente confermare la propria presenza alla cena a questa mail: mitorealismo@gmail.com

La cena si svolgerà mercoledì 17 dicembre dalle  20.00 al 21.30. Subito dopo si terrà lo spettacolo, cui potrà accedere anche chi non ha potuto partecipare alla cena che, comunque, è a prezzi molto popolari.

Grazie dell’ascolto.

Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista

PS: La locandina dell'evento, che potete ammirare sopra, è opera del pittore mitorealista Roberto Parravicini, a cui devo anche la definizione di "sciamano urbano":

Dodicesimo comunicato mitorealista

domenica 23 novembre 2025

 


È notizia di qualche giorno fa che un poeta mitorealista, presente nell’antologia del Movimento, "Fiori del Caos", Carlo Gregorio Bellinvia, è risultato finalista al Premio Lorenzo Montano, con il poema in prosa "bacon fast food", edito dall' Edizioni  Centro Scritture. Ci congratuliamo con Carlo per questo straordinario risultato.

Ettore Fobo e  il Laboratorio Mitorealista

Undicesimo comunicato mitorealista

lunedì 10 novembre 2025

 



L'orrore prosegue, sempre più mostruoso." Solo un dio ci può salvare" dice Heidegger. Ora ne abbiamo la certezza: non è quello di Abramo, Isacco e Giacobbe, di cui si gloriano di essere grandi amici, in tv, i gerarchi sionisti e il leader fantoccio degli Evangelicali, quello con la faccia rossa e con il parrucchino arancione. Ecco a voi una lettura mitorealista della Storia.

Solidarietà e umana vicinanza alla procuratrice dell'esercito israeliano, che per puro amore della verità, consapevole dei rischi che ciò comportava, ha reso possibile la diffusione dei video delle torture, compiute dai lacchè dei gerarchi sionisti di cui sopra, a un detenuto palestinese, morto a causa delle stesse. Questa procuratrice si chiama Yifat Tomer Yerushalmi (nella foto sopra). Condannata per qualcosa tipo alto tradimento, si trova ora agli arresti domiciliari, in un clima impossibile. È notizia delle ultime ore che abbia tentato il suicidio con un abuso di farmaci. A lei il nostro sostegno. Qui la vicenda completa.

Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista


Una poesia di Maria Cardamone tratta da “Fiori del Caos”

giovedì 30 ottobre 2025

 



 

Pubblico in questa sede,  per dimostrare che il Mitorealismo del Sottosuolo è sensibile a tutte le suggestioni metafisiche reali e autentiche,  la poesia-preghiera di Maria Cardamone, rivolta a Gesù Cristo. La dedico idealmente ai sopravvissuti dell’orrendo sterminio dei palestinesi a Gaza. Ecco il link al blog dell'autrice treccenere. La poesia è senza titolo. 

 

***

 



Rabbi,
dovevano piacerti molto gli ulivi,
i monti, le caverne,
le barche di pescatori,
le maree.
Ti commuoveva mai il tramonto su Gerusalemme?
Cosa hai sentito vedendo per la prima volta il Tempio?
Cosa vedevi tu nella luna?
C’erano favole nella tua infanzia, o solo verità?
Ti sei adirato all’ingiustizia dei cuori avvelenati?
Hai sentito la violenza e la disgrazia di chi rovina i sogni suoi e
altrui?
Chissà che peso avevano i tuoi piedi sul terreno,
quando ti allontanavi dalla folla. Se li riempivi di pensiero.
E nelle folle, chissà con che portamento facevi silenzio.
Per quanto tempo hai taciuto quando hai capito del tradimento?
Forse ti ha insegnato a tacere Maria, che serbava le cose meditandole
nel suo cuore.
Come hai fatto a meno di consolazione, di essere compreso?
Con che sentimento nel cuore ‒ vedendo oltre ‒
hai rinunciato a quei capelli di donna? al suo profumo?
Hai pianto? Allora, rinunciando, hai pianto?
Piangevi anche tu, sì, non per la morte di uno, quanto per
la mancanza che gli altri sentono
quando dubitano della vitalità perenne dello spirito.
Rabbi, hai detto non giurate,
ma sia il vostro sì un sì,
il vostro no un no,
e qui c’impongono di giurare
con la mano sul testo.
Hai detto non chiamate nessuno “buono”,
ma qui ci danno favole di perfezione
su cui accusare gli altri o se stessi,
su cui fingersi buoni o giustizieri.
Rabbi, la paura della morte sta dilagando più rapidamente
della giusta paura di una falsa e violenta vita.
Hai detto che tornerai,
e non può essere l’unica cosa sbagliata tra tutte queste vere.
Parleremo presto di queste cose?
Ti mostrerò le pietre che ho raccolto per strada.

***

Da “Fiori del Caos"- antologia mitorealista a cura di Ettore Fobo- Kipple Officina Libraria,febbraio 2023

Decimo comunicato mitorealista

martedì 23 settembre 2025

 



“Io mi contraddico sì mi contraddico./ Contengo moltitudini.”

Walt Whitman

In aperta e decisiva contraddizione- che il destino poi rivelerà solo apparente- con quanto enunciato nel primo Manifesto, ancora secretato per ragioni strategiche - il Mitorealismo rifiuta il lavoro come coercizione malsana, come ricatto, come punizione biblica e innalza il lavorio, questa estenuante ricerca di sé stessi, per vivere pienamente anche la propria perdita. Perelà passeggia sul filo di Arianna di mille capitomboli. Il suo crollo porterà, finalmente, anche Godot alla pazzia e allora le energie cosmiche del primo grido germoglieranno anche dalle nuche degli spaventapasseri non laureati.   Per quanto detto, su suggerimento di Alex Tonelli, mitorealista della prima ora, si deve ritenere modificato il seguente passaggio:

 

“ Il Mitorealismo del Sottosuolo è un movimento poetico, filosofico, artistico, scientifico, fantascientifico, che si realizza all’interno dei dettami della Costituzione italiana, di cui rispetta i valori ma è espressione della Nazione Oscura Caotica, stato immaginario che si configura come il non luogo di tutte le connessioni in atto. Rispettare i valori è dunque un atto puramente parodistico e ironico.”

No, noi ora lo diciamo più recisamente e senza inutili sdolcinatezze verso questi feticci, rifiutando il lavoro, non possiamo accettare una Repubblica fondata su di esso.

Ripudiamo dunque ufficialmente la Costituzione della Repubblica italiana, e rivendicando il nostro originario stato di apolidi,   accettiamo- ironice sed sub specie aeternitatis-  solo la Costituzione della Nazione Oscura Caotica,  in attesa però di ulteriori sviluppi. Bene, dall’infinito è tutto. Grazie dell’ascolto.

Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista

Nono comunicato mitorealista

lunedì 15 settembre 2025

Cambiano i papi ma la sostanza non cambia: “Fight the real enemy”. Grazie Sinead, dal profondo dell’eternità.

Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista



Quattro brani di Carlo Gregorio Bellinvia da “Fiori del Caos”

sabato 23 agosto 2025





Teseo
 

3

la sua terra gli scivolava via fondamentalmente e, a furia di rivi,
basava il suo successivo atteggiamento ma non aveva niente in
mano, né filo elettrico per trattenere il fulmine, né un tubo per il
rivo e il pensiero, il pensiero si perdeva, il pensiero bucava, rallentava
sempre più, sempre di più usciva tardi dalla terra grigia.
8
prodotto dolciario da forno era Arianna, quando l’afferrava la febbre
altissima d’amore e inviava il suo profumo per la costa: dichiarandosi
a Teseo, ella alzava tutto il suo popolo sulla cima di una
montagna e creava così, pure, con un canto bianco e una danza precipitata
e sulle unghie: l’unica possibilità di spazio lì apertasi. Ma ci
si accontentava di quella ristrettezza e d’altronde lui, insieme a lei,
era in grado di vedere il tempo.


Il Minotauro

14
così, dopo aver del tutto spalancato le tue palpebre al giorno,
non capisci ancora che continuo:
sì, io sono il filo d’erba
ripetuto che ti abitua all’opacità entro la quale ti impagina il prato
e che ti evita il trasparire della decomposizione,
la vertigine della scena che si apre nuova per tutti, il tuo declino, eroe.
15
sembra strano
ma considera che io ti ridò la vita, da incubo spazzino: la morte e
il lutto me li mangio, guarda come mastico il tuo defunto
che trasformo lentamente in panorama piano e, finito pure con te,
di nuovo tornerò il paesaggio che nessuno si aspetta.

Carlo Gregorio Bellinvia

***

Dalla prefazione di Ettore Fobo:

Carlo Gregorio Bellinvia propone Opera Muraria, prosimetro di
rara intensità, in cui l’autore, sorta di Dedalo moderno, costruisce
un labirinto di rimandi fra surrealismo e mitologia:


Camminava assieme a quattro febbri, a cinque organi a pois e a due o tre funzioni di fuori, ed era già molto a favore di un risveglio, persino per lui: quattro febbri, cinque organi a pois e due o tre funzioni di fuori […].


Il Minotauro è una maschera che nasconde una moltitudine di stati
psichici anagrammati dal poeta in metafore. È come scrive Oscar
Wilde, Gli uomini mentono; date loro una maschera e vi diranno la verità.
La battaglia è tra Teseo, eroe civilizzatore, e il Minotauro; epitome di
tutte le forze psichiche inconsce primitive e pulsionali.
Così sembra descriversi nelle parole di Bellinvia:


Molti mi considerano un’altra persona, orribile d’aspetto,
altri invece uno specchio infranto, e si riaddormentano,
ma loro non sono nudi come lo sono io; folle
dico soltanto la verità, anche se
la maggior parte delle volte, quando accado,
lavoro con l’ego dell’altro, di solito
ci mettiamo d’accordo.




***

Da “Fiori del Caos”- antologia di autori mitorealisti- a cura di Ettore Fobo – Kipple Officina Libraria- febbraio 2023

Ottavo comunicato mitorealista

sabato 16 agosto 2025

 



I Mitorealisti riconoscono in Gilles Deleuze uno dei filosofi che hanno innescato il movimento che loro stanno cavalcando e si riconoscono pienamente nelle sue parole, di seguito riportate. È il nostro modo di fare politica, l’unico:



“Il nomade, però, non è solo e necessariamente uno che si muove: fa dei viaggi sul posto, viaggi in intensità, e anche storicamente i nomadi non sono quelli che si spostano come gli emigranti ma, al contrario, non si spostano e si mettono a vivere da nomadi per restare allo stesso posto sfuggendo ai codici. È risaputo che il problema rivoluzionario sta oggi nel trovare un’unità delle lotte specifiche senza ricadere nell'organizzazione dispotica e burocratica del partito o dell'apparato di stato: una macchina da guerra che non ricostituisca un apparato di stato, un’unità nomadica in rapporto con il fuori, che non ricostituisca l'unità dispotica interna. Ecco forse la massima profondità di Nietzsche, la misura della sua rottura con la filosofia, quale appare nell'aforisma: aver trasformato il pensiero in una macchina da guerra, aver trasformato il pensiero in una potenza nomade. E anche se il viaggio è immobile, anche se lo si fa sul posto, impercettibile, inatteso, sotterraneo, dobbiamo chiederci quali sono i nostri nomadi oggi, chi sono veramente i nostri nietzschiani.”

Gilles Deleuze

***

Siamo dunque pronti alla battaglia. I nostri nemici? Ovunque il pronome io faccia sentire il suo peso metafisico e anche laddove si annidano i resti dei figli di Cronos, per il nostro estemporaneo banchetto di cannibali. Oh, vili e scoglionati eroi, fatevi da parte, è in arrivo, dal marasma dei singhiozzi umani, il grido che un fuoco eterno dissigilla, per oscurare il Sole!

Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista

Settimo comunicato mitorealista: video de "Le poesie hanno i lupi dentro"

venerdì 11 luglio 2025

 



“Il bello non è che il tremendo al suo inizio”

Rainer Maria Rilke

È accaduto di nuovo. Dietro l’infausto chiacchiericcio della Storia, macchinario Leviatano, ottuso di tutte le vacuità più alla moda, fermenta la musica della poesia ed è un tremendo canto di guerra, per svelare il mondo aldilà di ciò che il mondo pensa di sé stesso.

Noi mitorealisti ci riserviamo il compito e la responsabilità di assumere su noi stessi l’inaudita violenza di questa bellezza, covata nelle profondità di un’immaginazione che sempre si tenta di disinnescare, attraverso i meccanismi della Cultura. Cultura sì, il suo giogo di diamante ha smesso da tempo per noi di irradiare la sua luce, falsa perché consumabile e mercificata. No, il pensiero, il desiderio reali- e dunque, loro principale vettore, la poesia, non sono Cultura, sono magia, direbbe Byron e noi mitorealisti con lui. Magia naturalis, cioè il principio di trasformazione della materia per gli alchimisti, della Realtà, per noi mitorealisti, enorme totem concettuale e gregario, cieco di tutti i luoghi comuni di questo “manicomio delle idee moderne:”, in cui, per inciso, le poetesse si fanno chiamare poete… (sic)

Attente! I posteri vi giudicheranno, anzi a questo punto anche le postere. Ma sappiate che non ne facciamo un problema grammaticale, ce ne  infischiamo ma estetico e dunque morale. Perché rinunciare alla s sibilante che è così bella?

Noi mitorealisti lavoriamo per un mondo in cui ogni conformistico tic verbale di questo tipo sia bandito per la sua bruttezza come irrimediabilmente immorale.    Perciò ricordate: in italiano la parola poeta risuona come un peto in una stanza buia. Ricordiamo Gozzano: “Io mi vergogno/ sì mi vergogno d’esser poeta.”

Dunque “Le poesie hanno i lupi dentro”, a volte contro, perché gli autentici poeti sanno scagliare anche contro sé stessi, anzi a volte soprattutto contro sé stessi, i loro branchi di lupi, come vuole l’I-Ching, fanno marciare i loro eserciti anche contro la propria ombra. Lo spettacolo si è svolto il 20 giugno 2025, in Eterotopia a San Giuliano Milanese. Questo è il video integrale. Grazie dell’ascolto e, naturalmente, buona visione.

Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista

“Le poesie hanno i lupi dentro”: la data è stata spostata

sabato 7 giugno 2025



Cari amici e care amiche, per ragioni indipendenti dalla nostra volontà, il mio spettacolo è stato spostato a venerdì 20 giugno ore 21, sempre presso il Centro Sociale Eterotopia, in via Risorgimento 24 a San Giuliano Milanese.  Scusate il disguido.

Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista