venerdì 17 aprile 2026
Ettore Fobo
“La
raccolta Le poesie hanno i lupi dentro di Ettore Fobo si configura come
un attraversamento febbrile del simbolico, dove la parola è costantemente
assediata da forze arcaiche, mitiche e dissidenti. Il verso procede per
accumulo visionario, mescolando lirismo cosmico, invettiva sacrilega e
autobiografia iniziatica. Il “lupo” è la potenza istintuale che abita il
linguaggio: ringhia contro i dogmi, smaschera le mitologie politiche religiose
e culturali, divora l’io pacificato. Ettore Fobo costruisce un immaginario
sovraccarico in cui il mito classico, la filosofia, la cultura pop e l’eresia
convivono senza gerarchie. La poesia diventa così gesto di sabotaggio contro
ogni forma di Uguaglianza imposta, contro l’Idolo e i suoi simulacri. Centrale
è poi il tema dell’erranza: rifiuto di Itaca,
della casa, della forma chiusa del senso. In questo contesto il soggetto
poetico si scopre, ed è, Trickster testa d’angelo e/ma anche un eretico e un
licantropo del verbo, costretto a sostare nel vuoto come unica verità mentre la
musica del testo è convulsa, barocca, talvolta violenta, ma sempre sorretta da
un’intensa tensione conoscitiva. E in questo paesaggio di rovine e galassie la
poesia non consola, piuttosto ferisce, interroga, risveglia. Meglio: è un atto
di resistenza ontologica, un linguaggio che non salva ma che rende reale la
vita.”
SILVIA COMOGLIO

0 commenti:
Posta un commento