Nota critica di Silvia Comoglio a "Le poesie hanno i lupi dentro"

venerdì 17 aprile 2026

 


Pubblico in questa sede il prezioso commento critico di Silvia Comoglio, scritto sul mio poema “Le poesie hanno i lupi dentro”, premiato con Segnalazione Speciale  all’ultima edizione del Premio Lorenzo Montano. Ringraziando lei e l’intera Giuria dell’attenzione riservata al poema, vi lascio dunque alle sue illuminanti parole. Illuminanti anche per il Mitorealismo del Sottosuolo, perché, senza dubbio, noi mitorealisti cerchiamo “un linguaggio che non salva ma che rende reale la vita.” Buona lettura.

Ettore Fobo 

La raccolta Le poesie hanno i lupi dentro di Ettore Fobo si configura come un attraversamento febbrile del simbolico, dove la parola è costantemente assediata da forze arcaiche, mitiche e dissidenti. Il verso procede per accumulo visionario, mescolando lirismo cosmico, invettiva sacrilega e autobiografia iniziatica. Il “lupo” è la potenza istintuale che abita il linguaggio: ringhia contro i dogmi, smaschera le mitologie politiche religiose e culturali, divora l’io pacificato. Ettore Fobo costruisce un immaginario sovraccarico in cui il mito classico, la filosofia, la cultura pop e l’eresia convivono senza gerarchie. La poesia diventa così gesto di sabotaggio contro ogni forma di Uguaglianza imposta, contro l’Idolo e i suoi simulacri. Centrale è poi il tema dell’erranza: rifiuto di  Itaca, della casa, della forma chiusa del senso. In questo contesto il soggetto poetico si scopre, ed è, Trickster testa d’angelo e/ma anche un eretico e un licantropo del verbo, costretto a sostare nel vuoto come unica verità mentre la musica del testo è convulsa, barocca, talvolta violenta, ma sempre sorretta da un’intensa tensione conoscitiva. E in questo paesaggio di rovine e galassie la poesia non consola, piuttosto ferisce, interroga, risveglia. Meglio: è un atto di resistenza ontologica, un linguaggio che non salva ma che rende reale la vita.”

SILVIA COMOGLIO

 

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