Teatro a corte
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Paolo Spaziani in scena a Milano
mercoledì 24 gennaio 2024
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Una poesia di Salvatore Quasimodo
venerdì 12 gennaio 2024
Milano 1943
Invano cerchi tra la polvere,
povera mano, la città è morta.
È morta: s'è udito l'ultimo rombo
sul cuore del Naviglio: E l'usignolo
è caduto dall'antenna, alta sul convento,
dove cantava prima del tramonto.
Non scavate pozzi nei cortili:
i vivi non hanno più sete.
Non toccate i morti, così rossi, così gonfi:
lasciateli nella terra delle loro case:
la città è morta, è morta.
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I libri dell’anno (2023)
sabato 6 gennaio 2024
I
Fra i libri letti da me in quest’anno appena trascorso, alcuni spiccano per potenza filosofica, efficacia espressiva, intensità lirica
di rivelazioni.
Fra i saggi, è un’esperienza immersiva totale
nel pensiero puro, non disgiunto da un originario, dolcissimo e implacabile,
lirismo, la lettura delle “Operette Morali” di Giacomo Leopardi, capace di
toccare e far risuonare molte corde dell’esperienza vitale. Dal libero lirismo
di Elogio degli uccelli, alla comicità allegorica del Dialogo di Copernico e
molto altro.
Lucido atto poetico che diventa politico
è il saggio di Angelo Tonelli, “I Greci in noi”, che recupera la relazione con
il pensiero orfico dell’Unità originaria, in un saggio denso e leggero al tempo
stesso, di una leggerezza profondamente pensata. È un excursus illuminante all’interno
di una visione iniziatica dell’esistenza, visione che dobbiamo recuperare e preservare
dall’assalto della pseudo filosofia transumanista. Attraverso l’intuizione
noetica, come esseri viventi siamo chiamati a rinnovare l’adesione ai primordi
del pensiero filosofico umano, come già aveva visto Giorgio Colli, pena l’esclusione
da una dimensione realmente vitale.
Fra le opere di narrativa, tre
romanzi in particolare mi hanno colpito, svegliato, destato.
“Guerra” di Céline dove il metodo demistificante dello humor nero diventa uno stile affilato come una maledizione, “Gli angeli dello sterminio” di Testori che in una Milano apocalittica vede dissolversi l’intero mondo e la sua personale esistenza e “Neve a primavera” di Yukio Mishima, primo romanzo della sua tetralogia “Il mare della fertilità”, in cui in uno stile di scrittura dalle impalpabili sottigliezze piscologiche, che allarga ogni orizzonte espressivo, esperendo le sue sfumature sommerse, Mishima canta insieme lo splendore raggelato e il declino raggiante di un mondo, quello dell’aristocrazia giapponese d’inizio novecento.
Un’ultima nota sul saggio di
Angelo Giglia: “Perché dobbiamo abolire la scuola? “. Un pamphlet scritto con il
fuoco, stilisticamente ineccepibile, sobrio e necessario, come non se ne
vedevano dai tempi di Papini. In un secondo momento scriverò dei libri di
poesia letti.
Ettore Fobo
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Il libero arbitrio secondo Michel Onfray
martedì 2 gennaio 2024
da “Schopenhauer, Thoreau, Stirner: Le radicalità esistenziali” - Michel Onfray- Ponte alle Grazie
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La terza pagina
martedì 26 dicembre 2023
Lankenauta ha appena pubblicato una mia riflessione sulla silloge della poetessa Laura Caccia: “La terza pagina”. Eccovi il link. Buona lettura per chi vorrà.
Ettore Fobo
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Etichette: Lankenauta, Laura Caccia, libri di poesia
Lankenauta: consigli di lettura
sabato 23 dicembre 2023
A questo link potete trovare i consigli per le letture invernali da parte della redazione di Lankenauta. Ci sono anche i miei. Buona lettura per chi vorrà.
Ettore Fobo
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Antologia della poesia contemporanea
sabato 16 dicembre 2023
In questo link potete trovare tre miei componimenti, premiati negli anni al Premio Apollo dionisiaco. I componimenti sono accompagnati dalle splendide critiche della professoressa Fulvia Minetti, che ringrazio per l'acume. Bello sentirsi capiti...
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Etichette: Fiori del Caos, poesie di Ettore Fobo, premio Apollo Dionisiaco
Premio Internazionale Città di Sarzana 2023
giovedì 14 dicembre 2023
Sono risultato finalista al Premio Internazionale Città di Sarzana, con la silloge "I Maestri dell'oblio". Gioia...
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Etichette: I Maestri dell’oblio, Premi, Premio Internazionale Città di Sarzana”
Celebration of the Lizard
venerdì 8 dicembre 2023
Di seguito gli ultimi versi del poema - canzone “Celebration of the Lizard” e relativa traduzione, nell’ottantesimo anniversario della nascita del loro autore, Jim Morrison:
In the loose palace of exile
Playing strange games
With the girls of the island
Now I have come again
To the land of the fair, & the strong, & the wise
Brothers & sisters of the pale forest
O children of Night
Who among you will run with the hunt?
Now Night arrives with her purple legion
Retire now to your tents & to your dreams
Tomorrow we enter the town of my birth
I want to be ready.”
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Rive
mercoledì 29 novembre 2023
È stato pubblicato su Lankenauta un mio articolo sul libro di poesia in prosa del poeta Valerio Mello, "Rive", edito da Ensemble. Eccovi il link. Buona lettura per chi vorrà.
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Etichette: Lankenauta, libri di poesia, Valerio Mello
Premio “I Colori dell’ Anima” 2023
mercoledì 8 novembre 2023
Condivido con voi una bella notizia: ho vinto il Premio “I Colori dell’Anima”, nella sezione C con la silloge inedita” Generazione
Mezzanotte”. Un grande grazie alla Giuria.
Ettore Fobo
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Etichette: Generazione Mezzanotte, poesie di Ettore Fobo, Premi, Premio “I colori dell’anima”
A cosa serve la filosofia?
giovedì 5 ottobre 2023
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Etichette: aforismi, Friedrich Nietzsche, Gilles Deleuze
Ancora su Leopardi
martedì 26 settembre 2023
Che Leopardi sia un mero pessimista, o addirittura un tristo figuro delle lettere, è uno spregevole stereotipo, avvilente per coloro che lo sostengono, cioè per coloro che non lo hanno letto, anche se non si tratta solo di questo ma parlarne ora sarebbe un fuori tema.
Da poeta, Leopardi ha distillato
un canto dolcissimo e struggente, ma anche tremendo e amaro, perché questa è la
vita nella sua implacabile molteplice essenza; da filosofo ha sperimentato
infinite sottigliezze e visto le illusioni rovinose della nostra epoca: sotto
il segno delle Magnifiche Sorti Progressive di una Specie in realtà votata al
dolore e al nulla e al dolore del nulla. Specie che desidera l’impossibile,
perché questa, come Leopardi stesso ha mostrato, è la sua infausta fatalità.
Perché se è manifesta la natura
angelica di quel daimon, di quel
punto di singolarità, di quel vortice di chiaroveggenze, armonie e dissonanze
che ebbe il nome di Giacomo Leopardi, come nota Ceronetti, è altrettanto evidente
la sua natura di grande stregone di quello struggimento, che ci libera da
qualsiasi “infinita vanità del tutto” e ci desta nell’estasi di un assoluto
stupore davanti al mondo. Bisogna, però,
essersi fatti spellare le ossa da questo senso di spaventosa vanità per
acquisire queste intensità e lucidità visionarie. Il dono di poesia fatto
all’indifferente mondo si paga sempre caro.
Capace di lodare la libertà nomade
degli uccelli, devoti a un canto universale, e di irridere l’umano nella sua
pretesa di essere il centro di un fantomatico universo, nell’ Operetta su
Copernico, molto ironica a dispetto di qualsiasi immaginario tono lugubre; lucidamente spietato nel momento delle rivelazioni filosofiche di
“A se stesso"; evocativo di un impossibile trasporto metafisico nell’”Infinito”,
vicino al vagabondaggio dei pastori
mongoli, colmo di una pietas verso il vivente che commuove e
soprattutto libera da tutte le pesantezze e pestilenze dello spirito, al tempo
stesso implacabile nel sentire il dolore proprio, nel percepire, fin nelle midolla, la condanna umana alla
consapevolezza della propria caducità e
molto, moltissimo altro ancora.
Impossibile circoscrivere la sua erranza. Moltissime sono le sue incarnazioni. Un prisma
di una luminosità purissima e stregata. Una luce che improvvisa si è accesa nel
mondo e non si è fatta spezzare dalle avversità. Come un diamante. Per questo
diciamo: Giacomo Leopardi. Tutto il resto è letteratura.
Ettore Fobo
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Ti dico astrali
mercoledì 13 settembre 2023
Questo per lasciare una traccia di me nel
risicato non sense che ci assedia da
più parti. E allora oggi ho ricevuto notizia di essere stato insignito al
Premio Apollo Dionisiaco 2023 del Riconoscimento al Merito con la poesia “Ti
dico astrali”. La poesia in passato è stata premiata al concorso Ossi dei
seppia con il Gran Premio Speciale della Giuria e nel 2020 è risultata fra le
poesie finaliste al Premio Lorenzo
Montano.
Essa è stata pubblicata
nell’antologia collettiva “Fiori del Caos” , edita quest’anno da Kipple Officina Libraria.
Eccola di seguito:
a Piermaria Zannier (in memoria)
reminiscenze senza riflessione,
come il battito del tirso
nell’osso sacro dove nasce
il serpente squamato d’innocenza.
i millenni di una segreta strategia
per diventare tempo e mondo nella luce
imperitura, se il guscio transitorio
di una tenebra profonda ancora ci protegge.
dilagare nell’ebrezza e nel dono
ci assiste con il permanere
ci trema dentro con la dissolvenza;
nella dinamica intraducibile di una danza
che dal magma incandescente della terra
sale fino a diventare una vertigine
nella mente di un dio che allo specchio
vede se stesso moltiplicarsi e divenire.
disperdendo il suo volto nell’eccesso,
mentre nella sabbia con il tirso
disegna la fugacità e la contraddice.
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Etichette: Blog, Fiori del Caos, Giacomo Leopardi, Mitorealismo del Sottosuolo, poesie di Ettore Fobo, Premi, premio Apollo Dionisiaco, Premio "Ossi di seppia", Premio Lorenzo Montano, VersiGuasti
Le memorie di una gatta
venerdì 11 agosto 2023
Lankenauta ha pubblicato un mio articolo sul romanzo " Le memorie di una gatta" di Lodovica San Guedoro, edito da Felix Krull Editore. Buona lettura.
Ettore Fobo
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Un mio articolo per Lankenauta
giovedì 3 agosto 2023
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Una poesia di Patrizia Cavalli
martedì 1 agosto 2023
Così barbaramente schiava. E dai!
Così ridicolmente schiava. Ma insomma!
Che cosa sono io?
Meccanica, legata, ubbidiente,
in schiavitù biologica e credente. Basta,
scivolo nel sonno, qui comincia
il mio libero arbitrio, qui tocca a me
decidere che cosa mi accadrà,
come sarò, quali parole dire
nel sogno che mi assegno».
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Dixit Carmelo
lunedì 1 maggio 2023
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Una poesia di Fernando Pessoa
domenica 30 aprile 2023
Nella mia mente è sopita una poesia
che esprimerà la mia anima intera.
La sento vaga come il suono e il vento
eppure scolpita in piena chiarezza.
Non ha strofa, verso né parola.
Non è neppure come la sogno.
È un mero sentimento, indefinito,
una felice bruma intorno al pensiero.
Giorno e notte nel mio mistero
la sogno, la leggo e riprovo a sillabarla,
e sempre la parola precisa è sul bordo di me stesso
come per librarsi nella sua vaga compiutezza.
So che non sarà mai scritta.
So che non so che cosa sia.
Ma sono contento di sognarla,
è una falsa felicità, benché falsa, è felicità.
Fernando Pessoa dal Blog Nostri pensieri
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