03 GIOVEDI’ BIANCO DI GAZA- Fonti israeliane confermano: la poesia è un crimine

giovedì 5 novembre 2026

 


Dareen Tatour, poetessa palestinese, fu arrestata dalle autorità israeliane nel 2015 dopo aver pubblicato una poesia e altri contenuti sui social. Nel 2018 fu condannata a cinque mesi di carcere per incitamento alla violenza e sostegno a un’organizzazione terroristica.

Nel 2019, in appello, cadde la condanna relativa alla poesia «Resisti, popolo mio, resisti loro»; rimasero quelle per altri due post.

A lei dedico questo Giovedì bianco per Gaza. Alla libertà della parola, alla libertà dalla parola che impone il silenzio degli ignavi, alla parola della poesia che grida addosso a questo silenzio vile e assassino. Ecco un brano di una sua poesia, intitolata ALLUCINAZIONI DI UNA POETESSA PRIGIONIERA CONDANNATA PER TERRORISMO, tradotta per Fazi editore da  Nabil Bey Salameh.  Buon ascolto e buona visione.



I vostri proiettili sono mortali
E nell'inchiostro della mia penna c'è vita
Le vostri armi saranno annientate
E la poesia rimarrà viva.
Non c'è luce nella mia prigione,
Né sole né finestra
Non c'è nulla qui.
Tranne il carceriere… una porta, le manette
Ho chiuso gli occhi ed è giunta la luce
Dall'amore per la mia patria nascono le cose
L'amore in prigione è la mia libertà
E la passione nella mia prigione è cielo.
Sono in isolamento
E le penne sono vietate
Né inchiostro né carta
Il cuore scrive memorizza i versi,
La poesia in prigione è luce e fuoco
La poesia nella mia prigione
È nutrimento
È acqua e aria.
***

Dareen Tatour da IL LORO GRIDO E’ LA MIA VOCE- poesie da Gaza- traduzione dall’arabo di  Nabil Bey Salameh- Fazi editore- 2025

Ettore Fobo e il Laboratorio  Mitorealista


1 commenti:

Mia Euridice ha detto...

Chi pagherà per aver inflitto tutto questo dolore?