giovedì 5 novembre 2026
Nel 2019, in appello, cadde la
condanna relativa alla poesia «Resisti, popolo mio, resisti loro»; rimasero
quelle per altri due post.
A lei dedico questo Giovedì
bianco per Gaza. Alla libertà della parola, alla libertà dalla parola che
impone il silenzio degli ignavi, alla parola della poesia che grida addosso a
questo silenzio vile e assassino. Ecco un brano di una sua poesia, intitolata
ALLUCINAZIONI DI UNA POETESSA PRIGIONIERA CONDANNATA PER TERRORISMO, tradotta
per Fazi editore da Nabil Bey Salameh. Buon ascolto e buona visione.
I vostri proiettili sono mortali
E nell'inchiostro della mia penna c'è vita
Le vostri armi saranno annientate
E la poesia rimarrà viva.
Non c'è luce nella mia prigione,
Né sole né finestra
Non c'è nulla qui.
Tranne il carceriere… una porta, le manette
Ho chiuso gli occhi ed è giunta la luce
Dall'amore per la mia patria nascono le cose
L'amore in prigione è la mia libertà
E la passione nella mia prigione è cielo.
Sono in isolamento
E le penne sono vietate
Né inchiostro né carta
Il cuore scrive memorizza i versi,
La poesia in prigione è luce e fuoco
La poesia nella mia prigione
È nutrimento
È acqua e aria.
Dareen Tatour da IL LORO GRIDO E’ LA MIA VOCE- poesie da Gaza- traduzione dall’arabo di Nabil Bey Salameh- Fazi editore- 2025
Ettore Fobo e il Laboratorio Mitorealista

1 commenti:
Chi pagherà per aver inflitto tutto questo dolore?
Posta un commento